Incatenati alla tastiera

lunedì 10 ottobre 2011

 

Che cosa sono le nuove dipendenze? Si tratta di un termine che non ha ancora riferimenti chiari nella letteratura scientifica: viene usato per indicare tutti quei fenomeni di dipendenza non più legati all’assunzione di sostanze chimiche, ma ad esempio all’assuefazione provocata dall’utilizzo delle nuove tecnologie. L’oggetto della dipendenza è, in questo caso un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata.

Utilizzando il temine "nuove dipendenze" (ND) non si vuole proporre una nuova categoria diagnostica medico-psichiatrica, quanto segnalare l'importanza di studiare quei nuovi fenomeni che comprendendo comportamenti d'abuso, di dipendenza e di astinenza, inseribili nella categoria diagnostica del DSM-IV: Sustances Related Disorder (SRD). La comunicazione sociale è sostenuta oggi da moderni strumenti che consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e, fra i nuovi modi di comunicare, Internet è certamente uno dei mezzi che offre maggiori opportunità. Tra atteggiamenti sociali di attrazione e diffidenza, il popolo di navigatori quotidiani è cresciuto e comprende ormai ogni razza ed ogni età e, grazie alla rete, i bambini trovano nuove opportunità di gioco e i giovani, gli adulti e perfino i nonni telematici si informano, comunicano, commerciano e sperimentano se stessi attraverso la cosiddetta comunicazione virtuale. Ma come tutti gli strumenti di comunicazione, anche la rete non è esente da cattivi usi e da abusi che, negli ultimi anni, hanno talvolta portato ad osservare nel campo della salute mentale, una moderna forma di dipendenza, definita internet-dipendenza , retomania o anche Internet Addiction Disorder (IAD) o Pathological Computer Use (PCU), proposto da Goldberg nel 1996.


Una recente ricerca di  Kimberly Young, che ha fondato il Center for Online Addiction statunitense,  riconosce 5 tipi specifici di dipendenza online:


1.Dipendenza cybersessuale (o dal sesso virtuale): gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti.

2.Dipendenza cyber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l'individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali. In molti casi questo conduce all'instabilità coniugale o della famiglia.

3.Net Gaming: la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d'azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo.

4.Information overload (sovraccarico cognitivo): la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l'utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell'organizzazione di dati dal Web.

5.Computer addiction: negli anni ottanta giochi quali il Solitario e il campo minato furono programmati nei calcolatori ed i ricercatori scoprirono che il gioco ossessivo sul computer era diventato un problema nelle strutture organizzate, dato che gli impiegati trascorrevano la maggior parte del giorno a giocare piuttosto che a lavorare. Questi giochi non prevedono l'interazione di più giocatori e non sono giocati in rete.



Al fine di valutare specificatamente il grado di rischio psicopatologico connesso all'uso di Internet, la Young ha sviluppato un questionario, lo IAT (Internet Addiction Test), composto da 20 item diversi. Più nel dettaglio, le domande mirano a identificare coloro che fanno di Internet un uso prolungato (anche 40-50 ore a settimana) sino a trascurare gli affetti familiari, il lavoro, lo studio. le relazioni sociale e la propria persona (notti insonni, ansia, agitazione psicomotoria, depressione legata al fatto di essere off-line, sogni e fantasie riguardanti Internet).

Più recentemente, in Italia è stata sviluppata una scala per la rilevazione delle variabili psicologiche e psicopatologiche correlate all’uso/abuso di Internet. Tale scala, denominata UADI (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet) è composta da 80 domande che riguardano l’uso di Internet, con particolare attenzione al vissuto emotivo del soggetto durante e dopo il collegamento. In tal modo è possibile effettuare una diagnosi più accurata dell'utilizzo della Rete da parte dell'utente.


DISINTOSSICARSI DALLA RETE

Sebbene l’utilizzo del computer e della rete attualmente sia indispensabile, è altrettanto fondamentale non abusarne al fine di limitare la dipendenza e il distacco dalla realtà.


In pochi punti elenchiamo cosa fare per limitare l’utilizzo patologico del web:

- Valutare il tempo trascorso on-line: annotare il numero effettivo delle ore di collegamento e delle attività svolte - Utilizzare tecniche di gestione del tempo: gestire il tempo di collegamento in modo differente da come si è fatto finora, coltivando un’attività alternativa o mettendo in pratica un hobby. L’impegno in una attività piacevole impedirà di sentire la mancanza di Internet ed il desiderio di collegarsi.

- Riconoscere quello che si sta perdendo: fare una classifica delle priorità, assegnando un punteggio da 1 a 3 (1: molto importante; 2: importante; 3: non molto importante), di tutte le attività che sono state trascurate a causa del tempo trascorso su Internet. Questo esercizio aiuta il soggetto a prendere consapevolezza delle scelte e delle rinunce conseguenti alla propria dipendenza.

  1. -Stabilire dei tempi fermi: utilizzare come punti di riferimento per interrompere il collegamento le cose da fare concretamente, cercando di rispettare i propri “campanelli biologici”.


Lo Staff Cecopsy

 
 
 
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